Romeo Pilat, meccanico, secondogenito di Antonio Pilat e Isolina Sartor, condivide la tragica sorte del genitore. Arrestato, detenuto prima nelle carceri cittadine, quindi l'11 maggio 1944 trasferito a Tolmezzo prima della deportazione, il 25 settembre, al campo di lavoro di Kaufering dove muore il 22 maggio 1945 a tre mesi dell'assassinio del padre.