Unico figlio di Guido Zilli e della baronessa austriaca Nelda Weigelsberg,
Anto Zilli nacque il
9 gennaio 1922 a
Fontanafredda.
Iscritto alla Facoltà di Medicina e Chimica dell’Università di Padova, durante l’ultimo anno di Università prese parte alla Resistenza nella
5a Brigata Osoppo, con il nome di "
Guido". Tirocinante presso l’Ospedale di Pordenone, come
Bruno Barzotto entrò a fare parte della
rete clandestina che curava partigiani feriti e ammalati.
Il 15 dicembre 1944, per costringere Anto a consegnarsi, le SS arrestarono a Fontanafredda suo padre e suo zio e, tre giorni dopo, anche sua madre.
Secondo alcuni Anto Zilli si sarebbe consegnato in cambio della liberazione dei suoi familiari, secondo altri sarebbe caduto in un’imboscata mentre tornava a casa per accertarsi della veridicità della loro cattura.
In ogni caso venne
seviziato per oltre una settimana e poi
fucilato il 23 dicembre 1944 a Giais di Aviano da un plotone di esecuzione delle SS comandato dal tenente medico Alfred Dörnenburg.
La madre venne detenuta nel carcere di Pordenone anche dopo la sua morte, fino al 13 gennaio 1945.