I NOMI

Terzo Drusin

(Manzano, 28 gennaio 1913 - ???, 17 dicembre 1944)
Indirizzo:
Via Bertossi, 9 - Pordenone
Data posa:
18 gennaio 2020
Incisione:
QUI INSEGNAVA
TERZO DRUSIN
NATO 1913
PARTIGIANO
ARRESTATO 2.12.1944
ASSASSINATO 17.12.1944

 
QUI INSEGNAVA
TERZO DRUSIN
NATO 1913
PARTIGIANO
ARRESTATO 2.12.1944
ASSASSINATO 17.12.1944

 
Via Bertossi, 9 - Pordenone
18 gennaio 2020
Terzo Drusin nacque in provincia di Udine, a Manzano, il 28 gennaio 1913 dal padre Antonio e dalla madre Eugenia Passans, ultimo di dieci fratelli.
Frequentò la scuola primaria fino alla classe 4ª, ma dovette abbandonare la scuola, anche se era un alunno molto dotato, per aiutare la famiglia nel lavoro dei campi. Quattro anni dopo, a causa di un incidente avvenuto mentre ripuliva la stalla, perse tre dita di una mano e subì l'amputazione di una gamba appena al di sopra del ginocchio. Riprese quindi gli studi e nel 1934 si iscrisse all’Università “Cattolica” di Milano, dove si laureò in Pedagogia.
Divenuto insegnante, alla fine del 1943 venne trasferito presso la Scuola Media “Guido Monti” di Rorai Grande e si stabilì con la famiglia a Pordenone.
Negli anni dell’Università aveva conosciuto il Movimento Guelfo di Azione, che sosteneva la lotta al fascismo in nome di principi cristiano-sociali. L’impegno politico lo portò dopo l’8 settembre 1943 ad aderire alla Brigata Partigiana Ippolito Nievo con il nome di battaglia di "Alberto", dapprima nelle Valli del Natisone, poi nel Pordenonese.
La sua intelligenza e la sua cultura lo resero un riferimento per la propaganda partigiana: molto attivo nella stampa clandestina, lo fu anche nell’organizzazione e nella realizzazione delle azioni sul campo.  Dal 1944 la sua attività si svolse soprattutto nella Bassa Pordenonese, dove i rastrellamenti e le rappresaglie erano all’ordine del giorno.
Il 2 dicembre 1944 venne catturato per delazione dalla banda Vettorini al Vallon di Cimpello e portato nel Carcere di Pordenone. 
La folla alla cerimonia di posa della targa in onore di Terzo Drusin al Centro Studi di Pordenone (1965).
Da qui veniva quotidianamente trasferito alle Casermette per essere sottoposto a crudeli torture nel tentativo, inutile, di ottenere da lui informazioni.
Il 13 dicembre fu prelevato dalla Brigata Nera di Angelo Leschiutta, che lo usò come monito per la popolazione civile, picchiandolo e bastonandolo nelle piazze di alcuni paesi della Bassa, per gettarlo infine, il 17 dicembre, dal ponte di Tremeacque. Il suo corpo, recuperato nel fiume Livenza a Torre di Mosto (Venezia), venne identificato solamente molti anni dopo.
I funerali si svolsero in forma solenne il 25 aprile 1965.
La loc. Tremeacque (Prata di Pordenone), dove confluiscono le acque del Meduna e del Livenza, con i due ponti.
Foglio di Famiglia, da cui si evince che i Drusin al momento della cattura abitavano in viale Grigoletti.