Francesco Carlo Giuseppe Martelli nacque a Catania il 30 dicembre 1910. Intraprese la carriera militare e nel 1937 venne trasferito al reggimento “Cavalleggieri di Saluzzo” a Pordenone. Prese alloggio con la sua famiglia nel palazzo Cossetti, in piazza XX settembre. Promosso a capitano, partecipò all’invasione della Iugoslavia nel 1941, guadagnandosi la medaglia di bronzo al valore militare. Pochi giorni dopo l’armistizio dell' 8 settembre, Martelli e il suo reggimento fecero ritorno a casa.
Si avvicinò alla Resistenza, arruolandosi tra i partigiani osovani, con il nome di battaglia “Ferrini” (dall’illustre giurista, beato della chiesa cattolica) e nel 1944 ne divenne il comandante. Alcuni mesi dopo fu nominato capo di stato maggiore della brigata unita “Ippolito Nievo B”, che comprendeva tutti i partigiani osovani e garibaldini operativi nella pianura friulana.
Si impegno affinché i suoi uomini sfuggissero ai rastrellamenti nazifascisti, ma fu arrestato il 25 novembre del 1944 in seguito a delazione. Prelevato dalla sua abitazione, fu portato alle casermette di via Molinari e torturato; se avesse denunciato i suoi compagni, sarebbe stato graziato, ma rifiutò e venne processato.
La mattina del 27 novembre fu condotto alle caserme di via Montereale e rifiutò di essere bendato per la fucilazione. Il plotone d’esecuzione, composto da tre tedeschi e tre fascisti, fu commosso dall’atteggiamento coraggioso e pacato del condannato di fronte alla morte. Fu egli stesso a comandare l’esecuzione. Franco Martelli morì gridando “Viva l’Italia libera”.
Il 23 aprile 1947 fu insignito della medaglia d’oro al valor militare.