Attilio Gallini nacque il
17 marzo 1926 a
Pordenone da Nella Bottos e Giuseppe Gallini. La famiglia risiedeva in Piazza XX Settembre.
Il 6 agosto 1944, di prima mattina, venne effettuato in città un rastrellamento per l’
arruolamento forzato dei giovani della classe 1926: tra questi v’era Attilio Gallini.
Dopo un pesante addestramento, caratterizzato da
violenze, sopraffazioni e fame, fu inserito nei reparti a sostegno delle forze di occupazione tedesche dell’Adriatisches Küstenland, nella zona di Sagrado. Da lì riuscì a fuggire e a tornare a Pordenone.
Attilio era ricercato come
disertore e, per non mettere in pericolo la famiglia, trovò rifugio da amici a Casale sul Sile (Treviso). Lì entrò nelle file dei
partigiani, con il ruolo di staffetta, nella IV Divisione Osoppo Friuli 15a Brigata.
Nel novembre del 1944 la Polizia fascista si presentò a casa Gallini a cercarlo e al suo posto prese il
fratello Eugenio, allora sedicenne, che venne portato nel Carcere di Udine. La madre, disperata, incaricò Attilio di andare a chiedere la sua liberazione: Eugenio fu scarcerato, ma in cambio della cattura di Attilio, che venne arrestato,
torturato e, dopo un processo sommario, condannato ai lavori forzati.
Il 14 gennaio 1945 giunse al Campo di concentramento di
Flossenbürg e il 09 aprile venne trasferito nel Campo di sterminio di
Dachau.