I NOMI

Attilio Gallini

(Pordenone, 17 marzo 1926 - Pordenone, 22 luglio 1945)
Indirizzo:
Piazza XX Settembre, 2 - Pordenone
Data posa:
18 gennaio 2020
Incisione:
QUI ABITAVA
ATTILIO GALLINI
NATO 1926
PARTIGIANO
ARRESTATO DIC. 1944
DEPORTATO
FLOSSENBÜRG, DACHAU
LIBERATO
MORTO 22.7.1945
QUI ABITAVA
ATTILIO GALLINI
NATO 1926
PARTIGIANO
ARRESTATO DIC. 1944
DEPORTATO
FLOSSENBÜRG, DACHAU
LIBERATO
MORTO 22.7.1945
Piazza XX Settembre, 2 - Pordenone
18 gennaio 2020
Attilio Gallini nacque il 17 marzo 1926 a Pordenone da Nella Bottos e Giuseppe Gallini. La famiglia risiedeva in Piazza XX Settembre.
Il 6 agosto 1944, di prima mattina, venne effettuato in città un rastrellamento per l’arruolamento forzato dei giovani della classe 1926: tra questi v’era Attilio Gallini.
Dopo un pesante addestramento, caratterizzato da violenze, sopraffazioni e fame, fu inserito nei reparti a sostegno delle forze di occupazione tedesche dell’Adriatisches Küstenland, nella zona di Sagrado. Da lì riuscì a fuggire e a tornare a Pordenone.
Attilio era ricercato come disertore e, per non mettere in pericolo la famiglia, trovò rifugio da amici a Casale sul Sile (Treviso). Lì entrò nelle file dei partigiani, con il ruolo di staffetta, nella IV Divisione Osoppo Friuli 15a Brigata.
Nel novembre del 1944 la Polizia fascista si presentò a casa Gallini a cercarlo e al suo posto prese il fratello Eugenio, allora sedicenne, che venne portato nel Carcere di Udine. La madre, disperata, incaricò Attilio di andare a chiedere la sua liberazione: Eugenio fu scarcerato, ma in cambio della cattura di Attilio, che venne arrestato, torturato e, dopo un processo sommario, condannato ai lavori forzati.
Il 14 gennaio 1945 giunse al Campo di concentramento di Flossenbürg e il 09 aprile venne trasferito nel Campo di sterminio di Dachau.
Liberato alla fine della guerra dalle truppe anglo-americane, Attilio Gallini rientrò a Pordenone all’inizio del luglio 1945. Non potè tornare in seno alla sua famiglia a causa delle terribili condizioni di salute causate dalla deportazione in quel giovane di appena 19 anni.
Ecco come ne descrisse l’arrivo il fratello Eugenio, che non lo trovava tra i numerosi deportati ritornati dai campi a Pordenone:

«Mi avvicino a una corriera e ne fisso l’interno...Vedo solo una persona (o quello che pare di essa) che agita le braccia, muovendo le labbra in un movimento ripetuto, che si scioglieva in un muto segnale. Riguardo la figura che mi protende le sue braccia. Una infermiera...mi dice «Guarda... Quello è tuo fratello.» Non l’avevo riconosciuto… Incredulo a tanta realtà lo vidi nella sua livrea di morte. Attilio, uno scheletro umano: non più di 28 kg.»

Gallini venne ricoverato in condizioni gravissime all'Ospedale di Pordenone. Il medico, a cui la madre chiese cosa si potesse fare per permettergli di sopravvivere, così rispose «Nulla, signora... È come gettare un uovo su un muro e sperare che non si rompa.»
Attilio Gallini morì dopo inenarrabili sofferenze il 22 luglio 1945. Fece in tempo a descrivere ad Eugenio cosa visse e cosa vide durante la sua prigionia nei campi nazisti, una testimonianza diretta e senza filtri dell’orrore.
Eugenio Gallini
Dalla testimonianza di Attilio al fratello Eugenio.

«No, Genio, è bene che ti dica quello che ho visto, che è stato. Un giorno mi hanno portato in uno stanzone con 4 o 5 bocche di forni, le cui fiamme si propagavano fino all'uscita dei forni stessi. Il fumo e l'odore che si propagava nello stanzone crematorio era insostenibile.
Mi avevano adagiato su una barella e assistevo sbigottito, pieno di terrore a quello che facevano. Il rumore era infernale perché entravano continuamente carretti carichi di cadaveri, e le grida dei prigionieri che infilavano questi corpi in queste enormi bocche si alternavano agli ordini rabbiosi dei capi tedeschi.»
Chiesi ad Attilio -un po' titubante-perché si trovava lì. «Perché loro pensavano che ero già alla fine.» mi rispose. «Ma allora», dissi rabbrividendo, ma non osavo continuare.  Attilio, intuendo quello che pensavo, mi guardò tanto negli occhi e mi rispose: «Sì, sarei stato pronto per...»
Foglio di Famiglia della fam. Gallini.